La Specialistica : equilibrio perfetto!

E’ un bel po’ che vado gironzolando per allevamenti e per mostre sia in Italia che all’estero e mi sono fatto l’idea che la “Mostra Specialistica” rappresenti il massimo risultato raggiungibile da un concorso ornitologico.

 StanBolton&Petra

Mi spiego meglio: sono diversi anni che si parla in vari ambiti specialistici di organizzare degli eventi di un solo giorno in perfetto stile inglese. Ed è facile capire come mai ci sia questa tendenza! Basta approfittare di una delle compagnie aeree low cost e fare un salto nel Regno Unito nel mese di novembre per rendersene conto. Con poche centinaia di euro ci si può ritagliare uno dei più meravigliosi scorci che l’ornicoltura può dare.

Solitamente si atterra in uno degli aeroporti londinesi. Poi da lì, o in autobus o affittando una macchina, ci si sposta con facilità, il più delle volte verso nord. La classica mostra all’inglese (degli inglesi) ha una location tale da poter essere raggiungibile da ogni punto in un massimo di tre ore di macchina. La geografia del paese favorisce questo. Per cui partendo alle 5:00 da casa entro le 8:00 si raggiunge agevolmente la sede dell’evento. L’associazione organizzatrice è all’opera già dalle 7:00. In pochissimo tempo si montano le cavalle o le mensole o i pannelli, ripetendo con grande rapidità e maestria gesti che si sono perfezionati in anni d’esperienza. E’ questa la loro forza! L’esperienza costruita, consolidata e tramandata anno dopo anno dopo anno! Entro le 9:00, massimo le 9:15 tutto è pronto: IngabbioRoadVillage2i canarini sono nelle loro gabbie da mostra – vengono da casa così, già ingabbiati, perché ogni allevatore espone nelle proprie gabbie da mostra la cui cura è meticolosa e quasi maniacale – ed il giudice è pronto per iniziare il suo lavoro. Un paio di steward agevolano le operazioni di giudizio ed un segretario verbalizza mano mano. Nel frattempo in una sala attigua il direttivo dell’associazione indice la riunione annuale per sviluppare i punti all’ordine del giorno e alla fine presentare il bilancio annuale. Si effettuano le iscrizioni per l’anno successivo ed il tutto si svolge più o meno come l’anno passato… Tutto sa di tradizione, di legno, di sole al tramonto.

Poi si pranza tutti insieme e nel pomeriggio c’è la premiazione, foto di rito e prima che tramonti il sole si sta già smontando il tutto per riporlo a dovere pronto per la mostra dell’anno prossimo!

La percezione che si ha è di un qualcosa perfettamente a misura d’uomo: ognuno partecipa, ognuno dà il suo contributo, perfino in cucina! Ci si confronta tra allevatori e con il giudice… Dopo ogni evento a cui ho partecipato, anche solo come spettatore, mi sono ritrovato un piccolo tesoro di nuove conoscenze, di nuove esperienze. Effettivamente ci si rende conto con chiarezza di ciò che c’è di buono in questa semplice passione, che è alla base di ogni gesto e che ci spinge a perpetrarla anche quando il tempo scarseggia perché oblati da mille impegni: la serenità di gente mansueta che trova in essa il conforto familiare di gesti ripetitivi: preparare la miscela dei semi, il pastoncino, raccogliere le erbe prative… E poi le stagioni che si susseguono, la speranza ed attesa delle nuove generazioni, la nuova stagione mostre, il rivedere vecchi amici e l’occasione d’incontrarne di nuovi.

Questa è la Forza! Concedetemi la citazione cinematografica… Il “Lato Oscuro della Forza” è cedere all’agonismo più sfrenato, al narcisismo, all’arroganza, al pensare che sia una cosa seria e a cercare di trarne un vantaggio economico. Ah, per carità, noi italiani siamo maestri ad “imputtanare” ogni cosa! Noi alleviamo canarini! C’è qualcosa di più semplice ed infantile!?

Qualcosa in noi si è fermato. Qualcosa indugia e non va avanti. Una certa meraviglia, forse! Un’innata curiosità, certamente! Siamo alla continua ricerca d’un profumo che abbiamo sentito da bambini e che non riusciamo a ricordare. Probabilmente quell’odore che sentimmo la prima volta che varcammo la soglia di un allevamento! Chissà cosa ci ricorda!? Chissà cosa ci fa balenare sull’orizzonte delle memoria!? Il verde brillante d’un maschio di lucherino? Il giallo lampeggiante del volo d’un cardellino? La meraviglia e lo stupore delle uova dentro un nido tra i rami bassi? Io credo che ognuno di Noi sappia esattamente di cosa sto parlando!

Bene, tornando alla questione mostre – perdonate la digressione, ma è venuta fuori – avevo preso l’iniziativa, sulla base di una discussione in atto all’interno del mio club di specializzazione, buttando giù un po’ di dati statistici: presenze nelle varie mostre italiane, regioni di provenienza degli allevatori, percorribilità della rete stradale, costi vari. Fattomi un idea precisa, ho poi avuto modo di partecipare, sempre come spettatore ed approfittando di un periodo di ferie non godute, ad alcune mostre nel Regno Unito.

ArticoloWelch RoadVillage980

Personalmente ritengo che una mostra di un solo giorno, un “One Day Show”, non sia fattibile qui in Italia. Questa l’idea che mi son fatto! O meglio, per farla, la si può anche fare! Solo che non centrerebbe il risultato che secondo me bisogna prefiggersi: cercare la massima partecipazione degli allevatori specializzati in modo tale che il confronto del livello raggiunto da ognuno di loro si possa davvero definire "nazionale". Avrebbe poco senso per me partecipare ad un evento dove sono presenti solo gli allevatori di una parte del nostro paese… Non mi sentirei appagato del confronto e credo che sia naturale che ognuno di noi desideri poter dire: “Cavolo!! Quest’anno i miei soggetti sono i migliori d’Italia!”.

L’Italia è, geograficamente parlando, stretta e lunga e per percorrerla tutta in macchina ci vuole troppo tempo… Tempo che impone una valutazione circa la migliore ubicazione della sede d’un evento che voglia coinvolgere il maggior numero d'espositori possibile.

In più ho avuto modo di notare nelle mostre inglesi di un solo giorno che spesso i soggetti avevano bisogno di un po’ di ore per “sistemarsi” una volta ingabbiati. Molti di loro davano il meglio di se al pomeriggio, quando ormai il giudice aveva ultimato il suo lavoro. Non sono state poche le occasioni in cui lo steso giudice mi ha confidato che se avesse ripetuto il giudizio, il risultato sarebbe stato diverso! E’ oggettivo ed inconfutabile che un canarino una volta ingabbiato abbia bisogno di qualche ora prima di dare il meglio di se. Per cui ritengo che l’optimum sia che il giudizio avvenga il giorno dopo l’ingabbio e magari non troppo presto per dare ancora il tempo al soggetto di “sistemarsi” dopo la notte appena trascorsa… Tanto, il giudizio a confronto è celere e non gravato da burocrazia eccessiva, per cui si può indugiare a beneficio di tutti.

E’ una mia personale valutazione ma ritengo che riassunta in pochi punti possa fornire quantomeno uno spunto di riflessione anche per altri allevatori come Noi:

  1. Ingabbiare gli uccelli personalmente e magari nelle proprie gabbie da mostra è quanto di più auspicabile per il benessere animale e per far meglio figurare il soggetto sul banco del giudice;
  2. Ingabbiare il canarino il pomeriggio presto, spuzzandolo magari con un po’ di acqua demineralizzata nebulizzata e sapendo che questo verrà giudicato l’indomani mattina, è la miglior garanzia che un allevatore possa avere che il proprio soggetto sia al suo meglio nel momento del giudizio;
  3. Il giudizio a confronto alla presenza degli allevatori è efficace, istruttivo, rapido e divertente sia per gli allevatori che per il giudice;
  4. Giudici provenienti dall'estero assicurano un punto di vista "internazionale" ed estendono la portata, il respiro della manifestazione;
  5. Un evento concentrato in un fine settimana consente un’ampia partecipazione diretta e rappresenta per gli allevatori l’occasione di rivedersi, di festeggiare insieme e di divertirsi godendo di un clima di serenità e goliardia.

Tutto il contrario sarebbe affidare i propri soggetti ad un convogliatore che debba affrontare un viaggio lungo e periglioso per recuperare altri animali da altri allevatori nel tragitto; far stare i soggetti nelle gabbie da mostra diversi giorni prima di arrivare davanti al giudice; ricevere un giudizio analitico riportato su un foglietto che spesso il convogliatore smarrirà senza aver beneficiato del benché minimo confronto col giudice e, anzi, senza averlo nemmeno lontanamente visto. Il tutto essendo rimasti a casa perché affrontare un viaggio di diverse centinaia di chilometri per ingabbiare e tornare a casa, per poi riandare per la premiazione, per sgabbiare e ritornare a casa, era cosa improponibile!

In conclusione, possiamo riassumere che in Italia – questo è sempre il mio personale pensiero di allevatore – l’evento espositivo per eccellenza è rappresentato dalla Specialistica. Una mostra che vede incarnare nella sua filosofia, nella sua organizzazione e nella sua realizzazione tutti i valori ed i migliori propositi della nostra passione. Attualmente le preminenti sono due: quella di Bologna del ponte d’Ogni Santi e quella di Nocera dell’Immacolata. Non solo geograficamente sono perfettamente posizionate per favorire la massima partecipazione da tutto il paese, ma anche temporalmente esse si distanziano per poter dare la possibilità di consecutivamente ingabbiare il meglio della produzione stagionale. Quindi l’esortazione è di prendere parte ad entrambe per avere così la doppia occasione di affermare e testimoniare il livello raggiunto dal proprio allevamento.

Antonio Petraroli